napoleone bonaparte /1
nascita e giovinezza| la carriera militare | il matrimonio con Giuseppina| Napoleone in Italia | campagna d'Egitto


napoleone bonaparte /2
le campagne di Napoleone dal 1800 al 1810 | il matrimonio con Maria Luisa d'Austria | la campagna di Russia | il crollo | esilio e morte

 

napoleone bonaparte /1
 
 
 
1769
nasce ad Ajaccio, in Corsica
Nascita e giovinezza

Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio, in Corsica, il 15 agosto 1769, da Carlo Maria Bonaparte e Maria Letizia Ramorino, discendenti da antiche famiglie di origine toscana. La Corsica era francese poiché la guerra dei Corsi contro le truppe francesi d'occupazione era cessata solo da pochi mesi.Nacque in una vecchia casa al centro di Ajaccio e fu il secondo di otto figli. Il giovane Napoleone da ragazzo era una peste: prepotente e manesco, ma intelligente e sensibile aveva mostrato subito passione per la matematica e la storia.Dopo i primi studi, nella sua città, venne inviato dai genitori nel 1779 alla scuola militare di Brienne nella Champagne, dove rimase cinque anni.
   
1784
sottotenente di artiglieria
Nel settembre del 1784 Napoleone Bonaparte ottenne un posto presso la scuola militare di Parigi. Qui venne promosso, a soli sedici anni, sottotenente di artiglieria.
   
  La carriera militare

Mentre prestava servizio nell'esercito con il grado di capitano, venne inviato a Tolone. La città, appoggiata dalla flotta Inglese, si era ribellata alle truppe rivoluzionarie e sembrava imprendibile; ma il giovane Napoleone progettò un piano ingegnoso ed audace, grazie al quale Tolone capitolò. La fortuna di Napoleone era fatta; poche settimane dopo il giovane che si era distinto fu promosso generale di brigata: aveva ventiquattro anni.
1795
capo dell'armata dell'interno
La grande ascesa iniziò nel 1795 quando venne nominato Capo dell'Armata dell'Interno, per il suo coraggio nel fermare una folla di insorti contro il governo.
   
 
   
 
 
1796
sposa Giuseppina Beauharnais
Il matrimonio con Giuseppina

Nei giorni successivi alla rivolta di Parigi, Napoleone conobbe una giovane signora, Giuseppina Beauharnais, vedova di un generale ghigliottinato durante la rivoluzione e pochi mesi dopo la sposava, il 9 marzo 1796. Immediatamente dopo il matrimonio partì per la Campagna d'Italia.
   
  Napoleone in Italia

Gli stati europei che vedevano nella Francia un pericoloso focolaio delle idee rivoluzionarie si erano coalizzati per impedire che ciò avvenisse. Fu così che, alla fine del 1795, quando la Rivoluzione poteva dirsi finita, la Francia si trovava ancora in guerra con i regni alleati d'Austria e di Sardegna. Vi erano infatti due buone ragioni per farlo:1) il desiderio di venire in possesso dei territori al di là del Reno;2) la possibilità di fare bottino nelle ricche città dell'Italia austriaca.Venne preparato il piano audace: assalire gli Asburgo contemporaneamente dalla parte della Germania e dell'Italia. Due eserciti dovevano avanzare sul fronte del Reno, un terzo occupare i territori italiani e puntare su Vienna, dove essi avrebbero dovuto incontrarsi. L'esercito che da tre anni era accampato lungo il confine italo-francese, ebbe quindi l'ordine di passare all'offensiva. Il comando fu affidato ad uno dei più giovani generali della rivoluzione: Napoleone Bonaparte.

Quando giunse in Italia per assumere il comando era atteso da rudi generalacci, più anziani di lui, diffidenti nei confronti di un generale di ventisette anni. Dopo l'incontro erano tutti senza fiato. Augereau, il più ostile, confessò ad un collega: "Questo piccolo generale corso mi ha fatto paura."

Di corporatura non era alto, pallido in viso; ma i suoi occhi erano acuti, sapevano guardare in fondo all'anima e davano, a chi si sentiva osservato, un'emozione indimenticabile. Napoleone sapeva anche parlare: sapeva trovare le parole semplici per i soldati, autorevoli e secche per i generali ed i re.
   
1796
entra in Italia
"Io vi condurrò nelle più fertili pianure del mondo. Province opulente, grandi città cadranno nelle vostre mani, e la troverete l'onore, la gloria e la ricchezza". Con queste parole Napoleone termina il proclama con cui il 27 marzo 1796 a Nizza, si rivolge ai suoi soldati, circa quarantamila uomini, con i quali penetra in territorio italiano.
   
1797
pace di Campoformio
Dopo essere riuscito a dividere le forze avversarie e con una serie di vittoriose battaglie, viene stipulata la pace di Campoformio, il 17 ottobre 1797, con la quale il Belgio e la Lombardia divengono possedimenti francesi, insieme a parte del territorio della Repubblica Veneta.

Nel corso della sua avanzata, l'esercito francese era stato accolto con gioia al suo arrivo nelle città italiane che attraversava: i cittadini desideravano con ansia l'affermarsi delle idee della Rivoluzione Francese. Napoleone poté così fondare la Repubblica Cispadana (1796), comprendente le città di Modena, Reggio, Ferrara e Bologna e quella Transpadana, costituita dalla Lombardia, fino all'ora controllata dagli Austriaci. Il 28 giugno 1797 fu proclamata la Repubblica Cisalpina, formata dall'insieme delle due repubbliche.

"Italiani, l'esercito di Francia viene a spezzare le vostre catene; il popolo francese è amico di tutti i popoli; corretegli incontro; le proprietà, le consuetudini, la religione saranno rispettate, faremo la guerra solo contro i tiranni che vi tengono schiavi." Questo, il proclama che Napoleone rivolse nel 1796 al popolo italiano, in occasione della sua prima campagna d'Italia. Le parole del ventisettenne generale francese non rimasero inascoltate. Parecchi italiani videro in Napoleone colui che avrebbe fatto trionfare anche in Italia i principi della rivoluzione francese. Così, quando il 15 maggio dello stesso anno Napoleone giunse a Milano con il suo esercito, la popolazione lo accolse con grandissimo entusiasmo. Da quel momento e per quasi un ventennio, la storia dell'Italia dipese solamente dalla volontà di questo geniale condottiero.

Una prima smentita al suo proclama venne già dalla pace di Campoformio dove, in cambio del Belgio, Napoleone "vendette" il Veneto all'Austria. Man mano che Napoleone conquistava nuovi territori in Europa, faceva ai popoli promesse di libertà e di indipendenza. Così, dopo che egli ebbe occupato il Regno di Napoli (1806) e vari Stai dell'Italia centrale (1807 e 1808), molti italiani sperarono che facesse dell'intera penisola un unico regno indipendente. Ma anche questa volta Napoleone deluse le loro aspettative: l'Italia non ebbe l'unità e nemmeno l'indipendenza. Essa fu sottomessa agli interessi della Francia. Nel 1801 Napoleone fece votare una nuova Costituzione per la Repubblica Cisalpina, che cambiò il suo nome in Repubblica Italiana, pur comprendendo solo una piccola parte dell'Italia. Di questa repubblica egli fu Presidente e la vice presidenza fu assegnata ad un illustre lombardo: il duca Francesco Melzi d'Eril.
   
26 maggio 1805
Napoleone re d'Italia
Successivamente, il 26 maggio 1805, Napoleone si fece incoronare Re d'Italia e la Repubblica Italiana fu trasformata in Regno d'Italia, con buona pace delle idee rivoluzionarie

 
 

cavaliere mamelucco
Campagna d'Egitto

Dopo la vittoriosa guerra condotta in Italia, il giovane generale Bonaparte ricevette a Parigi una trionfale accoglienza. Aveva allora ventotto anni ed era più che mai desideroso di gloria e ben deciso ad acquistare una fama ben più grande. Egli pensava che la Francia per riuscire a diventare una potente nazione dovesse essere forte anche sul mare.Bisognava quindi impadronirsi di territori che potevano dare il dominio del Mediterraneo.

Già da tempo Napoleone pensava di occupare l'Egitto; di là sarebbe poi potuto giungere in India per togliere alla nemica Inghilterra una delle sue più fiorenti colonie. Napoleone espose il suo piano al Direttorio che governava allora la Francia e venne subito accontentato. Egli sapeva benissimo la ragione dell'immediato consenso. I cinque membri del Direttorio cercavano in ogni modo di allontanare da Parigi questo giovane generale troppo popolare ed estremamente ambizioso. Tanto meglio; ciò che Napoleone voleva era il comando di un nuovo esercito e l'aveva ottenuto. Egli volle dare alla spedizione anche un carattere scientifico ed invitò quindi scienziati e studiosi perché compissero ricerche studi sulla civiltà dell'antico Egitto.

   
1798
Napoleone in Egitto
Nel maggio 1798 era tutto pronto. Trenta navi da carico scortate da tredici vascelli da guerra salpavano alla volta dell'Egitto con quarantacinquemila uomini.La grossa flotta navigò nel Mediterraneo senza incontrare le navi degli inglesi, che temendo un attacco francese in Inghilterra si era limitate a controllare lo Stretto di Gibilterra. Durante l'attraversata del Mediterraneo i francesi presero il controllo di Malta lasciandovi una guarnigione. La conquista dell'Egitto avvenne dopo una dura battaglia nota con il nome di Battaglia delle Piramidi, durante la quale i francesi si scontrarono con un esercito di Mamelucchi, antica casta militare, forte di seimila uomini. Nel frattempo, però, la flotta francese era stata distrutta da quella inglese; l'esercito di Napoleone si trovava quindi isolato nel paese da lui conquistato.La mancanza di nuovi rinforzi e l'insorgere di gravi malattie che decimavano i soldati rendevano impossibile la continuazione di quella guerra. Inoltre, negli ultimi tre mesi, in Europa era successi avvenimenti nuovi. L'Inghilterra aveva attuato contro la Francia una coalizione di stati che aveva sconfitti gli eserciti francesi in Italia, Olanda e Austria. Queste vittorie incoraggiarono in Italia la rivolta contro l'occupazione francese cosicché tutta la penisola Italina, ad eccezione di Genova, si liberò dal dominio francese. Quando Napoleone venne a conoscenza di questi avvenimenti, non indugiò più. Affidò allora il comando dell'esercito in Egitto al generale Kleber e tornò in Francia dove sbarcò il 9 ottobre del 1799.
   
Napoleone aveva condotto un grande esercito in un'avventura che risultò praticamente inutile. Lo abbandonò in terra straniera perché la flotta era stata completamente distrutta. Eppure egli venne accolto in Francia come un salvatore. Perché? Perché la Francia, dopo la rivoluzione, non aveva alcun governo che la facesse uscire dal caos da essa creato; la cittadinanza era sfiduciata e vedeva in Napoleone l'unico uomo capace di agire; la sua stessa spedizione veniva considerata vittoriosa anche se in pratica si era rivelata inutile.

I lavori compiuti dagli scienziati che Napoleone si era portato con sé in Egitto contribuirono efficacemente alla conoscenza di quel paese. La scoperta di una tavola di granito (Stele di Rosetta) che portava un'iscrizione in greco, in copto e in geroglifici egiziani ebbe grandissima importanza. Decifrando quelle iscrizioni, Champollion trovò, nel 1822, il significato dell'alfabeto egiziano.
   
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