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la carta: definizione | la storia | la produzione di cellulosa | la produzione di carta


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effetti negativi della produzione

¬ l'uso di cloro

Come abbiamo visto, la produzione di cellulosa vede usare il cloro nella fase di imbianchimento della pasta. Nel 1992 i produttori mondiali di cellulosa si impegnarono ad eliminare le cellulose imbianchite con cloro entro il 2003. In questa direzione sono stati fatti notevoli passi in Europa dove le emissioni di cloro sono state ridotte negli ultimi 10 anni del 90% ed il cloro residuo contenuto nelle cellulose è stato ridotto dell’80%.
Il contenuto di cloro nelle cellulose e conseguentemente nelle carte è particolarmente pericoloso in quanto come accennato in precedenza in fase di lavorazione produce come composto indesiderato le diossine; questa reazione chimica è ancora più grave qualora la carta venga distrutta per combustione.

¬ il consumo di acqua

L’acqua è un elemento indispensabile per la produzione della cellulosa e della carta.
Nelle fabbriche di cellulosa essa viene usata sia come diluizione che come lavaggio, mentre nella produzione di carta essa è impiegata principalmente per spappolare la cellulosa e per diluire gli impasti. Negli ultimi 25 anni la tecnologia cartaria ha introdotto il concetto di ciclo chiuso delle acque ossia mentre alcuni anni orsono l’acqua utilizzata veniva poi scaricata oggi la si rimette in circolo internamente previa depurazione. Sono tuttavia inevitabili le perdite dovute all’evaporazione di una parte dell’acqua impiegata.
Questa tecnologia ormai assai diffusa ha permesso una drastica riduzione dell’acqua usata: nel 1970 servivano circa 115 mc di acqua per produrre una tonnellata di carta, oggi ne bastano 25.


¬ il consumo di energia

La riduzione dei consumi di energia nell’industria cartaria è stata sempre perseguita con determinazione, anche perché i costi dell’energia rappresentano il 30% del costo complessivo della carta. Ma il vero salto di qualità nel risparmio energetico avviene con l’uso di fibre riciclate. In funzione del tipo di carta che si produce, in particolar modo se essa e imbianchita con procedimenti di disinchiostratura o no, il risparmio per tonnellata prodotta è valutabile tra il 25 ed il 50%.

¬ il consumo di legno

Nel mondo vengono usati ogni anno 278.800.000 tonnellate di legno per produrre la carta che si consuma, esse sono pari a circa 630.000.000 di metri cubi. Secondo stime credibili elaborate dalla C.E.P.I. (Confederation of European Paper Industries) il 92% del legno impiegato nella produzione della cellulosa e conseguentemente della carta è di origine coltivata e soltanto l’8% proviene da foresta vergine. Il contributo che l’industria cartaria mondiale dà alla deforestazione del pianeta è quindi assai modesto e diventa irrilevante quando si considera l’incremento della foresta generato dalla coltivazione di alberi finalizzata alla produzione di cellulosa. In Europa si valuta che tra il 1990 ed il 2020 i metri cubi di legno in foresta aumentino da 630 milioni a 690 milioni ossia del 9,5%, analoga stima per il Nord America prevede un aumento del 15% nell’analogo periodo.

Questo non significa che non ha senso risparmiare le fibre vergini ma semplicemente che l’impatto ambientale legato al consumo del legno non è la deforestazione bensì l’impoverimento dei terreni dovuto ad eccesso di sfruttamento e l’inquinamento generato dalla massiccia fertilizzazione delle foreste coltivate.
 
 
il riciclaggio della carta

Gli alberi sono la risorsa primaria per fabbricare carta con una serie di procedimenti altamente inquinanti; per una tonnellata di carta, equivalente al consumo medio annuale di 3 cittadini, occorrono circa 17 alberi;
cioè, 57.000.000 di italiani diviso 3 =
19.000.000 di tonnellate di carta;
quindi, 19 milioni moltiplicato 17 alberi =
più di 300 milioni di alberi.
In Italia attualmente quasi 1/3 dei Rifiuti Solidi Urbani, che sono circa 30.000.000 di tonnellate, è rappresentato da carta e cartone; ogni anno oltre 6 milioni di tonnellate di materiale cartaceo vengono gettate in discarica. Ma carta e cartone possono essere riciclati fino a 7 volte prima che la cellulosa, di cui sono costituiti, perda le caratteristiche chimico-fisiche che la rendono idonea alla produzione cartacea, per cui la raccolta differenziata deve privilegiare deve essere migliorata per evitare l'importazione di forti quantitativi di carta da macero dall'estero.

La carta è formata da fibre di cellulosa tenute insieme da collanti. A mano, oppure per mezzo di apposite macchine, è possibile separare le fibre della carta le une dalle altre e riutilizzarle per fabbricare nuova carta. Nei processi industriali di riciclo di carta stampata, viene spesso realizzato un trattamento di disinchiostratura per schiarirla.

Riciclare la carta consente:
1) un notevole risparmio energetico:meno acqua ed energia rispetto a quelle necessarie alla nuova produzione;
2) di ridurre l'esigenza di legname, contribuendo così alla salvaguardia dei boschi;
3)di diminuire il volume dei Rifiuti Solidi Urbani avviati in discarica con un risparmio di circa 50 milioni di Euroi l'anno solo per lo smaltimento in discarica.

Che cosa vuol dire riciclare la carta? Come sapete, per produrre carta è necessario tagliare alberi. Data la grande quantità di carta utilizzata nel mondo (circa 300 milioni di tonnellate), ogni anno vengono tagliate intere foreste. Questo costituisce un danno per la natura. Se questo non bastasse, quando la carta non serve più viene spesso buttata in discariche, ma in parte finisce anche nell'ambiente, contribuendo ad inquinarlo. Riciclare la carta significa ridurre sia il numero degli alberi tagliati che l'inquinamento dell'ambiente.

Perchè si usa il termine di riciclo? Normalmente, per fabbricare carta tagliamo alberi e, dopo averla usata, la buttiamo via. Come illustrato questo corrisponde ad un movimento lineare che va dalla foresta alla discarica. Se invece, per fabbricare carta utilizziamo anche carta già usata, quest'ultima, anzichè andare in discarica, torna in commercio. Questo corrisponde a un movimento circolare che vede una parte della carta usata tornare alle cartiere e poi nuovamente in commercio. Questo movimento circolare può essere ripetuto più volte ottenendo l'importante vantaggio di ridurre notevolmente i danni alla natura.
 

La produzione di carta riciclata non inquina purché le cartiere abbiano attrezzature adeguate per il trattamento sia delle carte da macero che delle acque di scarico e dei residui di lavorazione.

Importante sottolineare, a conferma della ecocompatibilità della produzione delle carte riciclate, che i residui di lavorazione (fanghi) possono essere riutilizzati in più settori: industria laterizi, lavori stradali come sottofondi, per emendanti agricoli.

Per concludere, in un mondo di "usa e getta" la filosofia di "usa e riusa" trova spazio anche nell'industria della carta e con risultati positivi perché permette la valorizzazione di materiali e prodotti alternativi.

Durante la mia ricerca ho trovato anche un'opinione contro il riciclaggio della carta e la riporto qui di seguito:

Il riciclaggio cambia la natura dell'inquinamento, non lo elimina, di Carlo Stagnaro.

"Riciclare i rifiuti" e' una sorta di dogma che nessuno oserebbe mai mettere in dubbio. Riciclare conviene, fa bene all'ambiente, e consente di dribblare il problema delle discariche - con le loro pericolose esalazioni. Questo afferma la saggezza comune. Ma se si guarda appena sotto la superficie, la verita' e' ben altra: spesso, anche se non sempre, il riciclaggio costa piu' dello smaltimento e rischia di essere meno sostenibile dal punto di vista ecologico.
"Affermare che il riciclaggio e' un provvedimento a zero impatto ambientale e' errato - spiega Daniel Benjamin, economista della Clemson University e senior associate presso il think tank americano PERC ("Property and Environment Research Center") - In realta', non esistono azioni a impatto nullo. Quello che accade e' che si cambia la natura dell'inquinamento: occorre dunque scegliere che tipo di inquinanti e' meno dannoso prima di potersi pronunciare a favore, o contro, il riciclaggio".
Per esempio, il riciclaggio della carta implica l'utilizzo di solventi chimici per "schiarire" i fogli usati: il trade off e' tra lo stoccaggio di montagne di carta in una discarica e la produzione di scarti di lavorazione che possono essere altamente inquinanti.
Inoltre, prosegue Benjamin, una stima accurate dei costi mostra che il riciclaggio non e', in generale, conveniente. Ogni tonnellata di rifiuti posta in discarica richiede la spesa di 35 dollari per lo stoccaggio piu' 71 per la raccolta e il trasporto: totale, 106 dollari. La raccolta differenziata (premessa indispensabile del riciclaggio) costa 205 dollari, a cui debbono esserne sottratti 51 (i proventi della reimmissione sul mercato dei materiali riciclati). In tutto: 154 dollari. Il riciclaggio costa, in media, il 50% in piu': un differenziale coperto grazie a un massiccio impiego di denaro pubblico.
Naturalmente, varrebbe la pena di aprire i cordoni della borsa se il riciclaggio consentisse di evitare gli effetti sanitari potenzialmente negativi che vengono sovente imputati alla presenza d'una discarica. Ma e' la stessa Agenzia americana per l'ambiente a riconoscere che il rischio di contrarre tumori o altre malattie degenerative e' infimo. In altre parole, non v'e' alcuna prova scientifica che le discariche moderne siano all'origine di questi mali; spendere una quantita' di quattrini per sbarazzarsene significa sottrarre tali risorse ad altri scopi piu' nobili: per esempio, affrontare minacce serie, reali e provate alla salute umana.
"Questo non significa che il riciclaggio sia sempre sbagliato. Per esempio, quando il prezzo dello stoccaggio in discarica e' alto, esso puo' essere un'alternativa efficiente - conclude Benjamin - La decisione deve pero' essere affidata, in ultima istanza, agli individui o alle comunita' locali, cioe' sottratta al controllo politico, e basarsi su una comparazione dei costi e dei benefici, includendo naturalmente le ricadute sull'ambiente."

(Da Finanza & Mercati, 1 luglio 2004)

  musei

Presso Acquasanta è ospitato un Museo della Carta, in una ex cartiera del 1756 denominata Sbaragia.
Un altro museo della carta si trova a Pescia.
  fonti e link utili
fonti

http://www.acquasantaonline.it/carta.htm
http://www.apenet.it/grafica/libri/Grafica/Grafica03/3807_RTF.html
http://www.comieco.org/scuola/ricerche/dcac/produzione.htm
http://digilander.libero.it/giosim/storia.htm
http://www.funsci.com/fun3_it/carta/carta.htm
http://www.ideaexchange.sappi.com/uploads/62_Paper_making_Italian_1.pdf
http://www.lucart.it/ita/carta/carta_stor_industria.htm
http://www.museodellacarta.org
http://www.onde.net/scuole/trebeschi/trebeschi2/
Scuola%20Media%20Trebeschi/progetti%20ambiente/sirmioneallavoro/
Secondario/STAMPA.htm

http://www.provincia.asti.it/wwwammini/ambiente_agricoltura/bertolino.htm
http://www.stopdisasters.org/Attivita/e-learning/lezioni/IISDe_learn_CF.pdf
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000000162

altri link utili

sulla fabbricazione del papiro:
http://www.museolibroantico.com/corso_libro_antico.html
sule restauro della carta:
http://www.infoteam.it/lamemoriasalvata/carta_e_res.htm
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